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C. G. Argan
J. L. Borges
A. Warhol
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A.B.O.: Le tue immagini partono sempre da uno stereotipo, non sono mai un'invenzione di fantasia. Perché?
A.W.: Tutti i dipinti sono ispirati, direttamente o indirettamente, dalle cose o dalle persone intorno a noi. Penso che sia questo che tu chiami stereotipo. Quello che conta è la scelta delle immagini, che è frutto dell'immaginazione. Io in genere prendo una fotografia o un dipinto e così è più facile. Cerco sempre quello che è più facile, in modo che tutti possano capire e fare il collegamento con quello che cerco di esprimere.
A.B.O.: Che differenza c'è tra un'immagine pubblicitaria e una desunta dalla storia dell'arte?
A.W.: Sono immagini tutte e due. Una si riferisce a prodotti, l'altra alla gente o a fatti storici. Tutte e due sono mezzi di comunicazione. La pubblicità è più affascinante. Anzi, io compro i vecchi giornali e li uso proprio per la pubblicità. Anche quando guardo la televisione, mi piace di più la pubblicità del film o del programma in onda. L'altro giorno qualcuno ha creduto che volessi fare della pubblicità commerciale e mi hanno portato 4000 short pubblicitari e li ho guardati quasi tutti sul nostro televisore. La pubblicità è per me una forma di espressione artistica del nostro tempo. Guardo la pubblicità come andrei a visitare dei musei.
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A.B.O.: Perché de Chirico?
A.W.: Ho sempre ammirato de Chirico. Ha ispirato molti pittori. La retrospettiva al MoMA è stata splendida e ha fatto capire che grande pittore è stato. L'ho incontrato molte volte a Venezia e ho sempre amato molto i suoi lavori. Mi piace la sua arte e poi quell'idea di ripetere sempre e sempre gli stessi dipinti. Mi piace molto quest'idea, e ho pensato che sarebbe stato magnifico farlo.
A.B.O.: Anche de Chirico ha fatto dei quadri a partire dai suoi quadri metafisici. Esiste una differenza con il tuo lavoro?
A.W.: De Chirico ha ripetuto le stesse immagini per tutta la vita. Credo che l'abbia fatto non soltanto perché i collezionisti e i mercanti d'arte glielo chiedevano, ma perché gli andava di farlo e considerava la ripetizione un mezzo per esprimersi. Probabilmente è questo che abbiamo in comune... La differenza? Quello che lui ripeteva regolarmente anno dopo anno, io lo ripeto lo stesso giorno nello stesso dipinto.
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