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MARIO GIACOMELLI
Vita del Pittore Bastari
105 fotografie, 69 inediti in mostra
Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
17 luglio 26 ottobre 2003
Conferenza stampa
Mercoledì 16 luglio 2003 ore 16.30
Presso lAuditorium del Museo di Capodimonte

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta
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COMUNICATO STAMPA
MARIO GIACOMELLI Vita del Pittore Bastari è il terzo appuntamento con Gli Annali delle Arti: Tempo Incerto, il progetto della Regione Campania ideato e diretto da Achille Bonito Oliva e curato da Eduardo Cicelyn.
La mostra, che si inaugura il 16 luglio, presso il Museo di Capodimonte a Napoli, è promossa dalla Regione Campania in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Napoli ed è curata da Achille Bonito Oliva con il coordinamento di Cristiana Colli.
Giacomelli è tra i grandi maestri della fotografia contemporanea: i suoi paesaggi, i pretini, gli uomini e le donne dellospizio, le ombre di Scanno hanno arricchito le più importanti collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.
Mario Giacomelli è stato un autore dalla personalità ricca, colta e complessa: curioso, attento e sempre ispirato dallarte e dalle sue declinazioni, e anche dagli artisti.
Tra il settembre 91 e la fine del 92 Giacomelli si appassiona al pittore Bastari, un artista della sua città, Senigallia, poiché forse vede in lui un soggetto ricco di suggestioni, e la possibilità di trovare in sé nuovi stimoli e nuovi linguaggi.
E cè lattrazione per una presenza interstiziale, una sorta di metafora dello smarrimento, dell'incertezza. Il Pittore Bastari, una presenza reale e simbolica, porta Giacomelli in una terra di confine che egli accetta di esplorare: è il pretesto per un racconto che non rinuncia, ma comprende in una nuova sintesi, ai valori formali di una incessante passione per il racconto che è ricerca dei luoghi, dei segni e dei loro percorsi di senso. Espliciti e reconditi: il mare, il paesaggio, il Pittore B.sono il terreno della rappresentazione ma anche una ennesima declinazione degli alfabeti di Mario Giacomelli, una diversa chiave di accesso a quel fantastico che attraversa per intero il suo lavoro. E il fantastico diventa anche maschera, messa in scena, specchio, sovraesposizione e velatura, gioco. In più occasioni Giacomelli ha parlato di sogno, di personaggio legato ad una dimensione fantastica e onirica. Il corpus del "Pittore Bastari" è un racconto con una grande struttura ed energia narrativa che va oltre il tema del ritratto e della descrizione.
Lui che aveva prediletto il racconto breve, fulmineo, per la prima volta si confronta con il tema del romanzo quasi a dissimulare un desiderio di ricerca e di conoscenza, la volontà di una faticosa e complessa costruzione.
Il risultato è questo corpus composto da oltre 100 immagini, 69 delle quali inedite e presentate per la prima volta in questa occasione.
In mostra anche un video-intervista allautore.
"Fotografo europeo è Mario Giacomelli che ingloba dentro la propria poetica la coscienza dell Infinito di Giacomo Leopardi e la cadenza visiva, tutta nordica ed in bianco e nero, de Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman- scrive in catalogo Achille Bonito Oliva. Nelle cento foto su Walter Bastari la fotografia di Mario Giacomelli ci lascia la sua ultima definizione del linguaggio come natura morte. Il bianco e nero sono i colori ineluttabili di un lutto elaborato attraverso larte che comunque non riesce a risarcire luomo di una totalità perduta. Walter Bastari sembra vagare dentro il mirino fotografico di Mario Giacomelli senza tregua e senza rancore. Il Grande Fratello, Mario Giacomelli, lo accompagna nel suo ansioso nomadismo in città, in campagna e al mare e lo sottrae in tal modo allo stato errabondo di una irrefrenabile solitudine.
Qui nasce la risposta gratificata di Walter Bastari verso Mario Giacomelli, il suo furor acquista le cadenze consapevoli di un attor comico degli anni trenta e di un letterato magari anni quaranta vagante nei deserti di una Europa invasa dalla guerra. Qui Walter Bastari assume i panni travestiti ed autoironici di un Buster Keaton e di un Céline insieme".
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Io non ho mani che mi accarezzino
il volto", 1961-63
Copyright Eredi Mari
"Mattatoio", 1960
Copyright Eredi Mario Giacomelli
Copyright
Photology Milano
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