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ROLAND BARTEHS

INTERMEZZO SKIRA


La mostra è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano con la collaborazione di Gian Giacomo Paladino e con il patrocinio del Comune di Roma.

Il catalogo, edito da Skira e curato da Achille Bonito Oliva e Daria Galateria, comprende saggi di Achille Bonito Oliva, Claudio Strinati, Daria Galateria, Umberto Eco, Roland Barthes, Giulio Carlo Argan, Rita Cirio, Alberto Arbasino, Francesco Villari, Pietro D’Oriano, Giosetta Fioroni, Mariella Di Maio.

NOTIZIE UTILI
Roland Barthes, intermezzo
dall'11 marzo al 9 maggio 2004
Orario: da martedì a domenica 10.00/19.00; lunedì chiuso
Ingresso: gratuito
Sede: Roma, Palazzo di Venezia, via del Plebiscito 118
Ufficio Stampa della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano
Antonella Stancati – tel. 06 69994212, fax 06 69994229- anstancati@tiscali.it

Ufficio Stampa Skira
Mara Vitali Comunicazioni- Lucia Crespi  tel. 02 781221 – arte@mavico.it


La mostra vuole essere un omaggio alla straordinaria personalità di Roland Barthes, un intellettuale molto vicino all’Italia, tra i più grandi maestri della Semiologia e nello stesso tempo sensibile e raffinatissimo scrittore, critico letterario, studioso dei comportamenti sociali, aperto alle più diverse suggestioni del mondo occidentale e orientale.

Una intensa e appassionata produzione pittorica ha accompagnato la parabola del grande studioso in vari momenti della sua vita e questa mostra presenta un gruppo compatto e coerente di trentaquattro disegni che permettono di conoscere da vicino questo aspetto tutt’altro che marginale di Barthes.

A cura di Achille Bonito Oliva, la mostra si snoda in quattro sale, due dedicate ai disegni, una alle foto del maestro e una denominata “camera stereofonica” dove saranno proiettate frasi di Barthes e si ascolterà, in sottofondo, la voce di Roland Barthes.
Bonito Oliva, nel saggio in catalogo, ricollega l’opera pittorica di Barthes alle grandi matrici di Masson e Pollock e ne decifra il senso profondo come una sorta di “labirinto dell’alfabeto” (o dell’inconscio) e si riallaccia a una preziosa indicazione di Barthes stesso quando, commentando la sua estetica del frammento, cita la musica di Schumann come esempio supremo di chi ha compreso e praticato tale dimensione creativa, l’intermezzo.
La mostra si dipana da questo principio e presenta una splendida serie di opere che si collegano al grande tema del “discorso amoroso”.
Come dice Bonito Oliva sembrerà a ciascuno di avvertire il “brusio della petite conversation avec soi”.





Opere esposte alla mostra

Interviste


Saggi inediti



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