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La Transavanguardia ha risposto in termini contestuali alla crisi generalizzata della storia e della cultura, aprendosi verso una posizione di deviamento, proprio per la sua inattualità, dal puro sperimentalismo, approdando al recupero dell'inattualità della pittura, così da restituire al processo creativo il carattere di una nuova vitalità, lo spessore di una immagine che non si priva del piacere della conoscenza e della memoria culturale. All'omologazione linguistica degli anni Sessanta e Settanta, l'arte degli anni Ottanta risponde con il recupero del procedimento della citazione, capace di adoperare la storia dell'arte come "ready-made" e gli stili del passato come "objet trouvé". Una sintesi dunque tra mentalità picassiana e duchampiana con una implicazione concettuale che accetta la definizione di Leonardo: "la pittura è cosa mentale", specialmente in Clemente e Paladino nell'adozione del sistema combinatorio e in De Maria nell'assunzione della nozione relazionale di I campol Clemente opera sullo spostamento progressivo dello stile, sull'uso indifferenziato di molte tecniche. I1 lavoro è accompagnato e sostenuto da un'idea dell'arte per niente drammatica che riesce a trovare nella leggerezza del nomadìsmo la possibilità di un'immagine in cui si incrociano ripetizione e differenza. La ripetizione nasce dall'uso intenzionale di stereotipi, di riferimenti e stilizzazioni che reintroducono nelle opere anche elementi convenzionali. Ma è grazie alla convenzionalità la possibilità di accendere variazioni sottili e imprevedibili che creano nell'immagine riprodotta uno spostamento all'interno di un'idea orientale di spazio circolare. I1 "figurabile" è attenuato dalla presenza concettuale dell'ornamentazione. L'opera di De Maria vuole sconfinare dalla cornice del quadro e uscire nello spazio ambientale, dove realizza un campo visivo all'incrocio di molti rimandi. La pittura è strumento di rappresentazione per uno spostamento progressivo verso la smaterializzazione. Stato mentale e stato psicologico si fondono in una immagine che opera sulla frammentazione dei dati visivi. Il risultato è una sorta di architettura interiore che accoglie dentro di sè tutte le vibrazioni insite nel progetto dell'opera. Ogni frammento vive un sistema di relazioni mobili, in modo che non esistano punti privilegiati e centrali. Alla nozione di spazio De Maria sostituisce quella di campo , una rete dinamica e potenziale di rapporti che trovano la loro costante visiva nell'astrazione e nell'idea di arte totale. Paladino realizza una pittura e scultura di superficie. Egli pratica un'idea di superficie come unica profondità possibile. Così hanno emergenza visiva tutti i dati della memoria culturale e della sensibilità personale, tenuti insieme nei perimetro di una pittura che va incontro alla scultura e ad un sistema formale che rinvia all'ordine spirituale di Malevic. L'opera diventa il luogo della traduzione in immagini di motivi sottili e impalpabili, segni della tradizione astratta e quelli più evidenti della figurazione accettano la coesistenza geometrica nell'opera costruita mediante la combinazione dei vari segmenti. MINIMALIA SOMMARIO


a cura di Achille Bonito Oliva
Introduzione
Biografia di Achille Bonito Oliva
Astrazione
Balla
Progettualità Italiana
Il Futurismo
L'opera di Balla
Dopo Balla
Lucio Fontana
Artisti del dopoguerra
Anni 50/60
Ricerca modulare
La ricerca fine anni 60 inzio 70 -Procedimento sintetico anni 60
Ambito processuale anni 70
Metà degli anni 70
Arte italiane ultimi decenni
Seconda meta degli anni 80
La Transavanguardia
Anni 90
ELENCO DEGLI ARTISTI PARTECIPANTI
Credits

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Interviste |
Saggi inediti |
Esposizioni
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