Procedimento sintetico Anni 60

Se da una parte questi artisti hanno introdotto nell'arte degli anni Sessanta la necessità dei procedimento analitico, dall'altra Ceroli, Schifano, Festa, Pascali e Kounellis si sono mossi per procedimento sintetico.

Ceroli

ha laboriosamente adoperato il legno, come materiale compositivo dell'opera, astratta o figurativa. Con rigore formale egli ha costruito spazi e volumi partendo da un materiale legato alla natura. In un epoca di riproduzione meccanica dell immagine, egli ha realizzato un paesaggio di sagome, un metafisico standard figurativo, con un intreccio puntuale ed equilibrato tra la fredda temperatura del concetto e quella calda della memoria: sequenze di "natura -naturata" nelle forme dell'arte.

Schifano

con i suoi "Monocromi" azzera lo spazio pittoríco, evidenziandone il valore I superficialistal con colori squillanti ed aggressivi, recupero dell'iconografia urbana, memoria dell archivio futurista e dei mass-media.
Successivamente iscrive sulla superficie dettagli di paesaggi naturali ed urbani come "Incidenti d auto", evidente riferimento alla figurabilità ritmica di Balla. Anche qui il colore trova una sua accentuazione cromatica nei timbri squillanti e artofatti. L'immagine è il prodotto di una velocità esecutiva che rimanda a un idea di temporalità di tipo futurista, in cui accelerazione del procedimento e rallentamento della forma si attraversano incessantemente.

Tano Festa

opera nella direzione di una neo-metafisica, sogno di un mondo colto che conserva le sue radici per quanto scosso dall impatto con il consumismo vorace, che trasforma il mito in immagini moltiplicabili all infinito. Così la sua pittura conserva un aura letteraria e la memoria umanistica della regalità dell arte. Da qui la calibrata immobilità dell immagine, quella sorta di formulazione delle figure che diventano il portato di una presentificazione singolare, risultato di una cultura "universale", su cui sembra aleggi l ombra protettiva e affatto metafisica di De Chirico, col suo inquietante senso della misura classica.

Pascali

ha sviluppato progressivamente un lavoro tra pittura e scultura, una sorta di oggettivistica finale in cui emerge l equilibrio tra la limpidozza della forma e la profondità degli elementi. "32 mq. di mare" e "Confluenze" rappresentano l'esito felice sul versante mediterraneo di una linea capace di coniugare la ripetizione della struttura portante e il mov1mento liquido dell acqua. In questo caso l "aura" dell'opera riesce a proteggere la profondità complessa del tema proprio attraverso l impiego modulare (acqua o pietra sagomata) e l'uso per niente fenomenologico dei materiali. Nello stesso tempo la simulazione di un oggetto reale, mitragliatrice o cannone, è frutto di un sistema combinatorio che assembla e trasfigura insieme elementi della produzione industriale.

MINIMALIA
a cura
di Achille Bonito Oliva

SOMMARIO
Introduzione
Biografia di Achille Bonito Oliva
Astrazione
Balla
Progettualità Italiana
Il Futurismo
L'opera di Balla
Dopo Balla
Lucio Fontana
Artisti del dopoguerra
Anni 50/60
Ricerca modulare
La ricerca fine anni 60 inzio 70 -Procedimento sintetico anni 60
Ambito processuale anni 70
Metà degli anni 70
Arte italiane ultimi decenni
Seconda meta degli anni 80
La Transavanguardia
Anni 90
ELENCO DEGLI ARTISTI PARTECIPANTI

Credits

Interviste

Saggi inediti

Esposizioni

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