Lucio Fontana

nasce in Argentina da padre italiano e poi si educa in Italia con le scuole che frequenta a Milano, figlio di una doppia cultura: storico-europea italiana e una geografico-antropologica, quella sudamericana. Questa doppia radice gli dà la possibilità di sviluppare una sensibilità molto complessa. Dalla radice italiana egli riprende la memoria culturale, principalmente legata al Barocco e al suo inevitabile sbocco futurista: dall esplosione delle forme nello spazio alla conseguente possibilità di portare pittura e scultura fuori dalla cornice, nello spazio della realtà, seguendo una pulsione intrisa di progettualità.

In Fontana si crea un corto circuito tra le due culture da cui proviene. Da una parte quella europea (una linea dal Barocco ai Futurismo) e dall altra la ripresa di una inclinazione tipica degli artisti provenienti dai paesi coloniali, ovvero l eclettismo. L eclettismo è l attitudine alla mescolanza, all intreccio, alla contaminazione e spesso nasce dalla mancanza di radici forti. E quindi l impossibilità di riconoscersi, di identificarsi con una linea culturale puramente evolutiva.

Fontana da giovane comincia a relazionarsi anche con le arti minori attraverso la ceramica, realizzando sculture legate proprio all esplosione delle forme nello spazio tipiche del Barocco. La conseguenza è un apertura verso l astrattismo ed il superamento di ogni staticità figurativa.

L'astrattismo di Fontana è legato alla geometria, alla necessità di una trama costruttiva dinamica. Si direbbe che voglia ordinare la sensibilità tropicale della "Pampas" in un linguaggio che abbia la vitalità costruttiva dell arte europea.

La ricerca linguistica di Fontana è tutta impregnata di cultura contemporanea: ricercare significa elaborare forme consone a un certo campo spazio-temporale, quello delle avanguardie storiche.

cultura contemporanea: ricercare significa elaborare forme consone a un certo campo spazio-temporale, quello delle avanguardie storiche.

Per questo egli trova nel futurismo la sua radice, il massimo dell ispirazione. Esattamente nel "Manifesto della Scultura" firmato da Boccioni, in cui l artista futurista dichiara di voler esprimere i concetti di dinamismo ed energia, e realizzare mediante l arte tridimensionale della scultura, il paradosso di rappresentare il movimento attraverso una forma statica, con materiali che vanno dal metallo al marmo, ed altri quotidiani, poveri, elementari quali il legno, il vetro, lo spago, che di per sé non appartengono alla tradizione dell arte.

La pittura di Fontana pone lo stesso problema della scultura:
come sfondare la superficie dello spazio e connetterla con il tempo. Così, attraversando le forme barocche degli anni Trenta, quelle astratte degli anni Quaranta approda al massimo equilibrio dei tagli e dei buchi che fanno di Fontana l ultimo artista della classicità.

È questa classicità risulta proprio dall osservazione di quelle forme che I esplodonol lo spazio come nel Barocco, insieme a quella implacabile precisione che egli affina attraverso l astrattismo geometrico fino a concretizzarsi nei taglio netto della tela, nel sigillo imperioso del buco.

Il gesto chirurgico del taglio e della perforazione nulla hanno a che fare con l erotismo dell Action painting, della gestualità pittorica che si sviluppa in America e in Europa in quegli stessi anni, legata strettamente all automatismo psichico del Surrealismo.

Il gesto di Fontana è modulare, sostenuto da un energia quasi artigianale e legato ad un percorso verticale e in profondita costante. La soluzione del taglio e della perforazione intrusiva nella materia ha naturalmente anche una pratica inconscia, un impulso a risolvere la materia sorda e sconosciuta, ma l approdo finale è infatti quello di una forma estremamente oggettiva, effetto di un processo tutto mentale.

Allora la superficie della pittura o la materia della scultura diventano come superfici-eventi che creano una continuità tra spazio esterno allo spettatore e spazio interno all opera.Sviluppando questa ricerca Fontana arriva a realizzare nel 1949 il primo "Environment", uno spazio-ambiente, a Milano. Ne realizzerà un altro nel 1951 per la Triennale di Milano, "Via via altri", e l ultimo nel 1968 a Kassel per Dokumenta.

La grande novità è che finalmente non esiste più un fulcro dell opera ma una disseminazione di punti di osservazione legati agli spostamenti fisici dell osservatore. In questo senso egli risolve con un nodo Barocco, Futurismo e la sensibilità delle esperienze dei dopoguerra, per approdare ad un arte totale che le avanguardie storiche avevano già teorizzato con altri risultati.

La forma ovolare e circolare dello spazio indica come egli voglia sempre individuare un campo magnetico, anche mediante buchi prodotti dal ritmo di un chiodo che sfonda la superficie. Prosecuzione di una strategia progettuale che volutamente impoverisce la tecnica di intervento per esaltare la serialità del risultato formale.

In alcuni casi il taglio non è centrale ma laterale, perché lo sfondamento non è mai violento, ma desiderio di approdare a nuove dimensioni. Colori tenui, anche il rosa, degli azzurri, colori che non sono mai violenti. Quando il colore è forte, come il rosso, allora viene attenuato da alcuni elementi bianchi o gialli.

Viceversa quando il taglio è centrale è proprio perché egli vuole riaffermare la concettualità del gesto, conservando una sorta di coazione alla circolarità sempre legata in qualche modo all'iconografia del buco.

L'artista privilegia spesso non solo l'interno ma anche l'esterno delle forme ovulari e circolari, che assicurano l'idea della percorribilità e del ritorno della forma. Nella sua volontà totalizzante, egli è assertore di una mentalità tutta italiana che si evolve da Leonardo a Balla e trova la propria costante nella ricerca di un valore, quello dell'equilibrio tra i rigori della tecnica e dell'armonia.

 

 

 

 

MINIMALIA
a cura
di Achille Bonito Oliva

SOMMARIO
Introduzione
Biografia di Achille Bonito Oliva
Astrazione
Balla
Progettualità Italiana
Il Futurismo
L'opera di Balla
Dopo Balla
Lucio Fontana
Artisti del dopoguerra
Anni 50/60
Ricerca modulare
La ricerca fine anni 60 inzio 70 -Procedimento sintetico anni 60
Ambito processuale anni 70
Metà degli anni 70
Arte italiane ultimi decenni
Seconda meta degli anni 80
La Transavanguardia
Anni 90
ELENCO DEGLI ARTISTI PARTECIPANTI

Credits

Interviste

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