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DOPO BALLA Eppure l'arte rende evidenti le forme, dà corpo anche alla geometria. Infatti le forme, bidimensionali o tridimensionali, sono sempre concrete realtà linguistiche, affermazioni di un ordine mentale mai repressivo e chiuso ma fertile ed imprevedibile: è il caso del foto-dinamismo di Bragaglia. In ogni caso le forme germinano e si moltiplicano con improvvise angolazioni che dispiegano le potenzialità di un nuovo erotismo di geometria mediterranea, legata anche alla linea curva: il foto-astrattismo di Veronesi. Queste sono forme di una monumentalità domestica, che non allude alla prepotenza della città moderna o alla retorica della scultura. Non si vuol produrre una convenzionale guerra alle forme esistenti nella realtà, semmai realizzare un campo linguistico di analisi e di sintesi. L'analisi è prodotta dalle possibilità di verifica sulla germinazione di queste famiglie di forme e la sintesi della forza delicata dell'insieme che si dispiega sotto i nostri occhi, alcune volte anche ludicamente, come avviene con l'opera di Bruno Munari. FINE ANNI '40 BURRI Tuttavia, tutti e tre considerano l'opera d arte un estensione della propria esistenza che si afferma nel movimento verticale della creazione. In questo modo, un nodo lega l opera allo spazio appiattito e orizzontale dei mondo quotidiano. MINIMALIA SOMMARIO

Dopo Balla, sempre nella conferma di una tensione progettuale e linguisticamente riduttiva, nell'arte italiana non abbiamo quasi mai forme geometriche ma figure che costituiscono il figurabile della nostra epoca abitata dalla tecnologia che sembra comportare smaterializzazione ed astrazione dei corgi, come si evince per esempio dall'opera di Fausto Melotti.
Alla fine degli anni Quaranta e all'inizio degli anni Cinquanta gli artisti in Italia fronteggiano i risultati di tre linee artistiche diverse ma parallele, rappresentate da Burri, Fontana e Capogrossi che hanno assunto, quale loro punto di partenza, il concetto di arte (materia, gesto e segno) come atto di convergenza totale tra l'opera e la vita. L opera d arte è il luogo in cui l artista si accampa, fuggendo, la natura precaria della vita.
Se per Burri il problema è di sintetizzare io spazio dentro un quadro, il fulcro oscuro dell'esistenza, il flusso traumatico dei tempo, forza originaria della materia (iuta, ferro, legno, plastica), se Capogrossi traccia sulla superficie del quadro un segno arcaico e costante, cifra lampante di un linguaggio capace di rappresentare nell'istante dell immagine una temporalità stratificata: simbolo e decorazione, sostanza e forma, il problema di Fontana è invece di affrontare le dimensioni dello spazio e dei tempo e di riducle a segno unico. Sulla tela rimane la cicatrice, la traccia simbolica dell intervento dell artista come esperienza immediata dello spazio reale.

a cura di Achille Bonito Oliva
Introduzione
Biografia di Achille Bonito Oliva
Astrazione
Balla
Progettualità Italiana
Il Futurismo
L'opera di Balla
Dopo Balla
Lucio Fontana
Artisti del dopoguerra
Anni 50/60
Ricerca modulare
La ricerca fine anni 60 inzio 70 -Procedimento sintetico anni 60
Ambito processuale anni 70
Metà degli anni 70
Arte italiane ultimi decenni
Seconda meta degli anni 80
La Transavanguardia
Anni 90
ELENCO DEGLI ARTISTI PARTECIPANTI
Credits
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Interviste |
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