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L'arte moderna
L'arte fino al 2000
L'ideologia del traditore
M.D. - A.B.O.
Gratis - A bordo del'arte
Autocritico Atomobile
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Achille Bonito Oliva
Gratis
A bordo del'arte
SKIRA

In copertina Mario Schifano
Ritratto del critico (da giovane),
1984 Acrilico su tela, 58 x 128 cm
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Una serie di brevi saggi e alcuni dialoghi, sempre illuminanti sul sistema dell'arte, guidano il lettore alla scoperta e alla comprensione dell'arte contemporanea, dal futurismo alla transavanguardia e dopo.
Secondo il celebre critico, infatti, "L'arte invita l'umanità ad un pranzo gratis a bordo delle sue opere, un nutrimento spirituale introdotto fuori dalla logica della pura sopravvivenza.
Evidentemente la speranza è quella di portarci fuori dalla condizione prevista, il destino di paralisi progressiva per ora scientificamente inappellabile...
L'arte non offre assistenza per una pronta fruizione, in quanto propone un'alternativa ai codici correnti ed invita all'elaborazione individuale di una resistenza attraverso la forma... L'arte invita ad un banchetto duraturo.
Un pranzo gratis. Senza appuntamento e forse qualche menù preconfezionato".
Estratto dal libro
"L'arte è un muschio, con una sua termica interna a umidità costante, capace di rinnovarsi. Borges racconta di un animale che reagisce allo sguardo dello spettatore, funzionando all'incontrario - ossia si muove sotto la disattenzione dello spettatore. Quando lo si osserva il "rocchetto" borgesiano si ferma, altrimenti il rocchetto fa un passo in avanti e passa al gradino successivo di una scala. Sempre in discesa la sua esistenza, e tra varie pause."
"Ma anche nell'arte contemporanea, nel XX secolo (specialmente nell'alveo delle avanguardie), ci si pone il problema della comunicazione, in una società di massa, dove l'interlocutore non è più il committente. Infatti non c'è rapporto interpersonale tra chi produce e chi fruisce, non più il principe nella cornice storica del palazzo, che sviluppa, accogliendo l'opera, status symbol per sé e per l'artista."
"Uno dei principi delle avanguardie storiche è stato quello dello scandalo, una sorta di schiaffo al buon gusto del pubblico che si sente garantito dalla cornice del museo e vuole invece galleggiare nella palude entropica dei valori costituiti: il codice come "conferma". L'arte è smottamento, catastrofe, spostamento, attività tellurica, irruzione dell'immaginario soggettivo nell'equilibrio tettonico dei linguaggi: introduzione della rottura. Da qui il lavorare sistematicamente e preventivamente, attraverso manifesti di guerra. "Avanguardia", termine desunto dai codici militari, un drappello che procede più avanti rispetto alla massa degli artisti e al gusto collettivo."
"Ecco, finalmente l'arte d'avanguardia comincia a dare dignità al pubblico, alla ricerca di un completamento dell'opera, dichiarandone insomma l'incompletezza. Non più sistema totale di conoscenza e rappresentazione, lascia ora un varco, una smagliatura già praticata dal manierismo, nel Cinquecento. Laddove, lavorando sulla citazione, si mostrava già l'impossibilità di creare una macchina frontale della conoscenza capace di possedere il mondo e di controllarlo."
"L'aggancio del senso presuppone una distanza che permette l'irradiazione del significante, un'efficace comunicazione. La prossemica attuale misura una diversa distanza tra l'arte e la società, ora dominata dalla telematica.
L'opera smaterializzata naviga su rete, il fantasma ha sostituito il suo corpo. Questa, sganciata dalla stanzialità spaziale del muro o del pavimento, slitta velocemente sotto gli occhi dello spettatore con una accelerazione che produce piuttosto una vaporizzazione del senso."
"Il "pranzo gratis" si estende nello scambio sociale, la contemplazione dell'opera che si muove oltre ogni logica funzionale. L'opulenza dell'arte consiste proprio in questo, nel suo realizzarsi oggettivamente fuori da ogni necessità pratica e logica di previsione. Scaturisce infatti dall'atteggiamento catastrofico dell'artista che introduce le proprie varianti in una comunicazione dominata, per veloce necessità di scambio, da codici che ne riducono la portata inevitabilmente."
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