|
|
"La differenza tra un creativo e un creatore è questa: sono critico creativo in quanto ho innovato la lingua. L'artista è creatore in quanto innova il linguaggio" (A.B.O.).
Anamorfosi
deformazione di un'immagine fino al punto in cui essa non può essere più percepita frontàlmente, ma solo da una posizione decentrata dell'osservatore. Al di là del gioco ottico sulla forma, l'anamorfosi rappresenta per l'artista piuttosto un atteggiamento mentale, la scelta di un punto d'osservazione laterale da cui guardare il mondo.
Anoressia, progressiva
smaterializzazione dell'oggetto artistico fino al suo completo assorbimento nella rete che lo veicola come fantasma nello spazio domestico; tale dinamica presuppone e sviluppa l'idea di uno spazio precario e di una forma d'arte anch'essa precaria e sempre più assottigliata, che mette in crisi la staticità e la fisicità di museo e gallerie.
Citazione deviata
introduzione nell'opera di elementi tratti da modelli linguistici precedenti sottoposti a un'elaborazione nuova, quindi modificati e cambiati di segno per via di trasposizioni, salti, analogie e slittamenti. Deviata dunque, perché ambigua e mediata, questa pratica della citazione comporta un accumulo di elementi diversi che producono eccesso, fondando uno stile della frantumazione che evade continuamente la regola.
Darwinismo linguistico
idea secondo la quale l'arte si evolve linearmente lungo un percorso evoluzionistico. Tale assunto, tipico delle fasi di espansione del capitalismo e sostenuto dall'utopia positiva di un progresso incessante, presuppone un'idea dell'arte come incessante sperimentazione linguistica e necessità di operare attraverso nuove tecniche e nuovi materiali. In questa direzione operano le avanguardie storiche e, nel dopoguerra, le neoavanguardie fino agli anni settanta, quando una crisi generale, non solo economica ma anche culturale, mette in discussione l'ottimismo progettuale della spinta evoluzionistica.
Entropia del senso
progressiva degradazione del linguaggio che tende al blocco della sua dinamica evolutiva e alla completa anestetizzazione delle proprie potenzialità di produttore di senso. L'arte si oppone all'entrop~a del senso producendo, attraverso la sperimentazione e la rigenerazione continua dei linguaggi, un meccanismo di difesa in grado di invertire il trend entropico.
Lateralità
posizione non frontale dell'artista e dell'intellettuale manierista nei confronti della realtà. Tale punto di osservazione comporta arrovellamento, riserva mentale, scissione e senso di separatezza rispetto al mondo, osservato con uno sguardo obliquo e parziale, incapace di recuperare una visione simmetrica in cui converga la totalità del reale. Da questa posizione decentrata l'artista sviluppa tensioni che individuano il suo essere marginale attraverso segnali che non appartengono alla vita ma al linguaggio, unico ancoraggio di fronte a una realtà che sfugge.
Minimalia
linea dell'arte italiana del XX secolo che sviluppa un'estetica della modernità fondata sulla sintesi tra un procedere modulare, geometrico, tipico delle società tecnologizzate e tendenti alla standardizzazione, e la consapevolezza dell'irriducibilità delle cose e della creatività a puro standard. Se quindi da un lato il valore della progettualità e il rigore linguistico sono assunti dall'artista italiano come strumenti di comunicazione, d'altra parte l'opera si fonda su un margine d'imprevisto, su uno scarto tra linearità progettuale e realizzazione effettiva, che sottrae l'artista e il suo operare al rischio di omologazione e appiattimento su moduli fissi reiterati.
Negativo
ombra, parte oscura, il territorio dell'arte opposto al mondo reale, nel quale l'artista sa di non poter intervenire con un'azione sowersiva. I1 paradosso del negativo è di essere vitale poiché l'arte afferma, attraverso un'ideologia rovesciata, modelli alternativi.
|
Nomadismo culturale
attraversamento multiculturale, transnazionale e multimediale che l'artista adotta come strategia per sottrarre il proprio linguaggio da un lato alla globalizzazione, che comporta perdita d'identità e spersonalizzazione, dall'altro alla tribalizzazione, owero l'affermazione di particolarismi, nazionalismi e localismi. I1 movimento nomade si caratterizza come sottrazione a ogni logica di appartenenza e affermazione di uno spostamento continuo che implica una complessità di riferimenti che interagiscono per via di contaminazioni nell'opera.
Postcritica
posizione critica che ha come presupposto la coscienza da parte del critico dell'inutilità della propria funzione. Secondo questo punto di vista il critico perde il ruolo tradizionale di mediatore tra arte e pubblico, diviene irresponsabile, perde ogni certezza e il rigore dell'ideologia. I1 suo movimento è un viaggio in sintonia con l'opera fondato su un rapporto d'intenso scambio, e il suo sguardo non è scrutatore ma partecipe e intensamente calato nella materia dell'arte.
Ragione asimmetrica
principio creativo che comporta una divaricazione tra progetto e opera. L'opera non è lo specchio rigido di un'idea stabilizzata, ma possibilità dinamica che sviluppa un'idea geometrica in forma irregolare e non totalmente prevedibile. L'asimmetria non contraddice la ragione ma ne esalta la complessità e le potenzialità. L'asimmetria è il prodotto della soggettività dell'artista che introduce rispetto al progetto varianti che trasgrediscono la linearità della ragione progettuale. I1 riconoscimento e l'assunzione di tale principio presuppone la piena maturità di una coscienza storica che assume del proprio tempo un procedere per via modulare e oggettiva verso lo standard, tipico della produzione industriale, ma al contempo awerte l'intervento di un'imprevedibile casualità che, alimentando tra caos e logos i percorsi di una nuova ars coml~inatona, fonda una prospettiva moderna di classicità.
Stralismo
sguardo ambiguo dell'artista nei confronti della realtà scaturito dalla coscienza di non poter contenere il mondo in un sistema codificato. Di fronte alla consapevolezza di una conoscenza parcellizzata, l'arte assume come alternativa lo sguardo frammentato e strabico dell'artista, uno sguardo decentrato, laterale, che non può restituire un'immagine del mondo unitaria e frontale, ma proprio per questo più acuto e penetrante.
Transavanguardia
tendenza dell'arte, teorizzata da Achille Bonito Oliva, che si afferma a partire dalla fine degli anni settanta come superamento dello sperimentalismo e della progressione evoluzionistica tipici delle avanguardie e neoavanguardie. Gi artisti che hanno formato il nucleo originario della transavanguardia sono Sandro Chia, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi e Nicola De Maria; il principale riferimento teorico, il testo La transavanguardia italiana, edito nel l9XO. L'eclettismo stilistico e il nomadismo culturale, il recupero della memoria e delle tecniche tradizionali (pittura e scultura), la citazione, sono gli elementi che interagiscono nell'opera di questi artisti, ormai svincolata da ogni direzione obbligatoria e dalla coazione allo sperimentalismo. Il recupero della memoria e l'introduzione della citazione non vanno intesi come spinta regressiva ma come un'assunzione spostata di segno, dell'avanguardistico ready-made, riferito non all'oggetto ma allo stile. Questa strategia di lavoro sugli stili e sui linguaggi, costituisce il tessuto concettuale della transavanguardia. Transavanguardia calda è quella della prima fase, dalla fine degli anni settanta ai primi anni ottanta che in Italia prende awio con gli artisti sopra citati, si allarga all'Europa e sconfina in America. Dalla fine degli anni ottanta, si entra invece nella fase della transavanguardiafredda. Gli artisti lavorano sempre sulla citazione, ma non di linguaggi caldi come l'espressionismo, piuttosto fanno riferimento a quelli raffreddati del costruttivismo e del concettuale.
Travestimento
assunzione di una maschera come strategia di difesa dell'identità. Paradossalmente il tentativo di preservare intatta l'individualità, attraverso il suo occultamento sotto la superficie delle apparenze, comporta una scissione, uno sdoppiamento per cui il contatto col mondo è mediato da un diaframma e non giunge mai a essere vissuto in prima persona.
|