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Ritratto di A.B.O - Gioacchino Lanza Tomasi |
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La sua identità è fondamentalmente dialettica, anche se siamo in presenza di una dialettica parossistica. Personaggi siffatti si incontrano in Hoffmann e Jean-Paul, romantici per contrapposizione temporale all'illuminismo, ma in verità persone rappresentative come saranno poi alcuni eroi di Poe. Come Schumann anche A.B.O. si compiace nel possesso di una natura schizoide. Nei Conversation Pieces, e non soltanto, A. sovente dialoga con O. Oppure, assalito dall'estro priapico, presente in ogni napoletano di razza - non v'è città al mondo dove il peccato originale latiti quanto a Napoli - A.B.O. divaga con Totò. La premessa di nature siffatte è l'assenza di super-io. |
La libido era connotata come un elemento sconvolgente che, senza un freno, avrebbe distrutto la socialità dell'individoo: la libido come una raffigurazione pagana della licenza, estranea al concetto cristiano di solidarietà, colpa e redenzione. Il suo ritorno si manifesta di tanto in tanto nel pensiero estetico. L'eccesso quale rigenerazione del mondo lascia una traccia nella prassi dell'arte prima che Nietzsche la codificasse in eccelsa poesia, e Bonito Oliva ne ha tessuto trame e motivi, dalla caduta del razionalismo prospettico ai giorni nostri, a quelli futuri. Lo ha fatto elaborando una griglia e un sistema in cui l'interesse è focalizzato sulla psicologia dell'operare artistico e della sua ricezione. Punto di partenza la trasgressione che emerge possente nel periodo manierista, e sarà il Nostro a teorizzare il manierismo come una categoria perenne dell'operare artistico, una categoria fondamentale alla comprensione del post rinascimento in cui ancor oggi viviamo. |
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A.B.O. nei panni del Duca di Lussemburgo |
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