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CELEBRATO A BASLEA
Nella rassegna (aperta~fino al21 marzo) lintera produzione su carta dell'artista tedesco che fa ampio uso di partiture musicali
Joseph Beuys
Il profeta multimediale
ACHILLE BONITO OLIVA
Larte ha sempre rovesciato la scimmia delle cose, scavalcando il presente e cavalcando il futuro con forme e rituali profetici. Artista profetico e multimediale è stato Joseph Beuys (1921 1986),celebrato ora con un'ampia rassegna di opere (l'intera produzione su carta) al Kunst Museum di Basilea.
Joseph Beuys, con Yves Klein, hasemprepostolapropriacreatività dentro l'intenso recinto del rituale, riconfermando per 1'arte il ruolo verticale della conoscenza totale, di una pratica accrescitiva che riporta ogni frammento dentro l'unità di una forma ordinatrice. I1 rituale diventa il momento che segnala l'evento accrescitivo o la parola socratica, che riportal'arte dentro i suoi luoghi mitici. Spesso Beuys ha accompagnato e segnato i momenti di tale rituale mediante le partiture, mappe progressive che accolgono immagini e parole, tracce flagranti che diventano come un catalogo della genesi, della creazione artistica che parte dalla frantumazione del mondo per approdare al disegno unitario della forma. La partitura diventa il resto, l'itinerario accorciato di un progetto di trasformazione e di riscatto. Le parole e le immagi&Mac245;u costruiscono una costellazione di segni, organizzati intorno al timbro dellartista, sigillo recante la croce che diventa l'epicentro magnetico intorno a cui ruotano, attratti, tutti i frammenti.
I frammenti attraversano i fogli, schegge lanciate oltre il proprio supporto, per raggiungere il cuore delle cose e letteralmente commuoverle, riportarle a un movimento circolare dove esiste un passaggio continuo di energia, dal mondo animale a quello spirituale. Così la partitura diventa il libro mastro dell'alchimista, dove fermentano innesti di argilla, ceneri vulcaniche, escrementi di colombe, escrementi di cavalli, calce, silicio, cemento, torba, mucchi di cenere, gesso, zolfo. Infine, l'accensione, l'indicazione del gesto rigenerante, l'innesto di una processualità che porta gli elementi a interagire tra loro.
Beuys usa il procedimento magico di mettere in contatto, di portare all'accensione non soltanto materie appartenenti al mondo inorganico ma anche materiali appartenenti al mondo animale, sociale e culturale. All'accensione succede il momento dell'ascensione, alla salita della materia inerte e organica verso il piano alto e fermentante della cultura: Ape regina formazione di corma, formazione di radice cristallina, ingorgo... veggente, vergine, macchina termica, luce del nord, scultura termica, scultura sociale, integrazione di arte e economia, segni termici e di etere, donna, tre forze, diagramma, valvole di ricevitore, carichi, colonne di tensione, dilatazione, contrazione, azzurro rosso. La partitura sottrae gli elementi all'infinita separatezza dell'universo tecnologico porta la macchina a sposarsi con l'elemento organico, a stabilire una relazione che li sottrae ai«sistemi statici» dell'ordine logocentrico della civiltà occidentale. Così la partitura acquista la forza e la forma semicircolare del bastone di Eurasienstab, la capacità curva di relazionare mondi separati, di coniu~are tutti insieme animale, fanciullo, uomo.
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La scrittura aiuta nellimpresa, una grafia rutilante e continua che stabilisce tra i segni un rapporto di complicità, mediante il carattere manuale dei segni grafici, I'accostamento semantico degli elementi e l'esplosione in relazioni aperte e simultanee.
La partitura diventa la voce che parla direttamente la creatività, il momento impalpabile in cui il senso è separato e dal separato precipita nell'intreccio di varie vicinanze. La partitura è il vento, il flusso che sposta la pesante solitudine degli elementi verso una unità spaziale e temporale. In volo radente il foglio solleva la materia in una orizzontalità pneumatica ed unificante.
Il vento e la voce designano la creatività di Beuys aperta sempre all'incontro, all'affermazione di un movimento che parte dal soggetto e si irradia verso il sociale. La partitura è la mappa di questo percorso. La parola che alza la voce ed esce dal silenzio pregnante dell'oggetto visivo. La voce è alta, in quanto attraversa la creatività nel suo essere progetto e nel suo diventare opera. Essa inciamp a direttamente nella genesi, nella procreazione di una diversa articolazione del reale, compiuta dalla vibrazione della mano collegata col filo del pensiero.
La mano demiurgica fonda sul foglio una diversa organizzazione delle cose, fonda una dimensione autogestita che ribaltala riflessione critica nell'azione rigeneratrice dell'arte. La partitura, per definizione, rimanda alla musica, allo spartito che contiene i movimenti del suono, le pause e la fuoriuscita dai rumori del quotidiano. La partitura indica l'uscita dal silenzio, un progetto di movimento che organizza anche il silenzio dentro la struttura del linguaggio.
Beuys ci consegna lo spartito indica la possibilità al lettore di trovare le linee di un movimento che non è mai rettilineo ma sempre legato al flusso ed ancorato al bisogno della forma. La parola.pub~ ~sere pronunciata dùrante~ un incontro, una performance o risultare da un semplice incontro con il foglio. Ma resta sempre parola, in quanto articolazione del pensiero. La sua qualità consiste nella capacità di incontrarsi col silenzio del segno visivo, nellacquattarsi dentro la costellazione degli elementi che acquistano così contemporaneamente vertigine e senso.
L'ordine superiore dell'arte rigenera i rapporti anchilosati tra gli elementi, stabilisce nuovi tragitti e nuovi incontri. Determina nuove posizioni che significano anche mutazione antropologica: «Fino a che vedrò le api volare mi nutrirò da dietro le ginocchia».
Le partiture di Beuys diventano superfici risuonanti che creano un incontro tra la voce dell'artista e la nostra voce. Esse invitano il lettore alla partecipazione, a varcare la soglia solitaria della contemplazione per entrare dentro il luogo dell'orchestra, della scultura sociale in cui il rituale dell'arte apre la coscienza individuale verso i cammini irreversibili del sociale e del cosmico.
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